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“Hai detto Primavera?”

L’arrivo della primavera porta con sé la possibilità di trascorrere più tempo all’aria aperta, un vero toccasana per la salute e il benessere.

Questa stagione può rappresentare un momento di fatica e sofferenza per i soggetti allergici ai pollini delle diverse piante, che si avvicendano nella fioritura mese dopo mese.

Da un’indagine condotta lo scorso febbraio da Assosalute su un migliaio di persone è emerso che circa il 40% del campione soffre di qualche forma allergica e il 19,5% ne risente in primavera.

Starnuti, prurito agli occhi, lacrimazione, congiuntivite e naso chiuso sono i sintomi più comuni nelle persone allergiche; la loro presenza si ripercuote sulla qualità del sonno notturno, sulla concentrazione, sul benessere generale e sulle abitudini quotidiane, investendo anche le relazioni familiari.

 

Difficoltà del sonno e conseguente irascibilità sono tra gli effetti più fastidiosi per chi soffre di allergie primaverili. Questo condizionamento negativo nel riposo notturno limita il rendimento del soggetto allergico e riduce drasticamente la produttività lavorativa, per gli adulti, e dello studio, nei giovani o bambini.

Affrontare, contenere o, ancora meglio, prevenire questi sintomi, rende questa stagione sicuramente più piacevole.

Anche i portatori di lenti a contatto che soffrono di forme allergiche possono riscontrare una minore confortevolezza  delle lenti e, a volte, devono sospenderne, temporaneamente l’uso.

La confortevolezza di una lente a contatto dipende da molti fattori, tra questi, la lacrimazione.

Il film lacrimale riveste diversi ruoli: pulisce la superficie oculare dai residui del metabolismo e da corpuscoli che possono arrivare dall’ambiente, nutre le strutture sottostanti, contribuisce a rendere la visione più precisa e, nel caso in cui si usi una lente a contatto, riduce l’impatto della lente con la cornea, costituendo un vero e proprio cuscinetto ammortizzatore.

Importante è, dunque, conoscere le caratteristiche del film lacrimale.

Nel nostro centro ottico effettuiamo un’attenta valutazione della superficie oculare e del film lacrimale in tutte le sue componenti, qualitative e quantitative.

Essendo, quest’ultimo composto da 3 strati principali (mucinico, acquoso e lipidico) è utile indagarne l’integrità per poter agire in modo mirato con prodotti che vadano a nutrire lo strato deficitario che può provocare sintomi di secchezza, arrossamento o congiuntivite portando disconfort e, a volte, anche all’impossibilità di utilizzare di lenti a contatto.

Integratori come la calendula, l’eucalipto, la malva e l’elicrisio sono particolarmente emollienti e donano, oltre alla bella sensazione di freschezza, un nutrimento alla lacrima ogni volta che si aprono e si chiudono gli occhi.

Componente molto efficace per rendere più stabile il film è l’acido yaluronico, molto utilizzato in questi ultimi anni in vari campi.

I sintomi di secchezza e/o lacrimazione risentono non solo della stagione di fioritura ma anche dell’inquinamento, dell’alimentazione e del momento ormonale, specie nelle donne.

La ghiandola lacrimale è gestista, infatti, dall’ipofisi, una piccola ghiandola del cervello che controlla anche la tiroide e quindi le ovaie. Ecco che in momenti come il mestruo, la gestazione, l’allattamento o la menopausa si possono riscontrare cambiamenti nella qualità della lacrima.

Le cellule che compongono la parete intestinale hanno la stessa derivazione embriologica di quelle della superficie degli occhi; ecco quindi che una cattiva alimentazione o un momento di particolari “sregolatezze” può portare a sintomi di dislacrimia, congiuntivite, orzaioli o calazi.

Insomma, per vivere al meglio questo periodo dell’anno è utile partire prima per conoscere in modo preciso le cause dei vari fastidi e trovare al più presto la soluzione più adatta.

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